Autore: martina

Totem digitali

Per rendere il nostro Dipartimento sempre più aperto e connesso, abbiamo installato nuovi schermi digitali dedicati alla comunicazione. Questo intervento risponde a un duplice obiettivo:

  1. Visibilità dei servizi: Spesso le opportunità e i servizi di supporto rimangono “nascosti” tra le pagine del sito web. Grazie a questi schermi, portiamo le informazioni dove gli studenti vivono quotidianamente, rendendo l’accesso ai servizi immediato e intuitivo.
  2. Narrazione positiva: Attraverso le immagini, raccontiamo la vita universitaria, gli eventi e i successi della nostra comunità, permettendo anche a chi non ha partecipato di sentirsi parte integrante dei traguardi raggiunti dal Dipartimento.

Libri in libertà

La cultura è un bene comune che cresce solo se condiviso. Nell’ambito del Progetto Inclusive Humanities, abbiamo inaugurato tre postazioni di Bookcrossing all’interno del Dipartimento.

Questi spazi sono stati pensati per rendere il sapere accessibile a tutti, senza barriere economiche o burocratiche. Il meccanismo è semplice: prendi un libro, lascia un libro. È un invito a far circolare idee, a scoprire nuove letterature e a partecipare a una staffetta culturale che unisce studenti, docenti e personale, promuovendo il valore del riuso e della condivisione gratuita.

Panchine per l’incontro

L’inclusione non passa solo attraverso la tecnologia, ma soprattutto attraverso il contatto umano. Per questo, nell’ambito del Progetto Inclusive Humanities, abbiamo installato nuove panchine lungo i corridoi del Dipartimento, precedentemente sgombri da piani di seduta o d’appoggio.

L’allestimento delle nuove panchine risponde all’esigenza di creare “zone di decompressione” e socialità diffusa.

Recenti studi sulla pedagogia degli spazi suggeriscono che l’apprendimento informale — quello che avviene tra una lezione e l’altra — è fondamentale per la crescita accademica. Queste sedute sono state posizionate per facilitare:

  • L’interscambio tra pari: luoghi di studio e confronto rapido.
  • L’inclusione relazionale: spazi aperti che invitano alla sosta e al dialogo spontaneo.
  • L’accessibilità del riposo: punti di appoggio necessari per chi vive l’università quotidianamente.

Non sono semplici sedute, ma veri e propri nodi di interscambio: spazi pensati per favorire l’incontro informale tra studenti, il confronto di idee e la nascita di nuove collaborazioni. Crediamo che l’università debba essere un luogo dove “fermarsi” sia importante quanto “correre” a lezione, abbattendo l’isolamento e promuovendo una comunità accogliente e partecipativa.

Benessere biofilico

Abbiamo installato nelle nostre sedi pareti in muschio stabilizzato, una scelta supportata da recenti studi scientifici che evidenziano i benefici di elementi naturali negli ambienti di apprendimento.

La ricerca internazionale dimostra infatti che l’integrazione di questi elementi (biophilic design) negli spazi di lavoro e studio:

  • Riduce i livelli di stress e ansia percepita.
  • Aumenta la capacità di concentrazione e la memoria a lungo termine.
  • Migliora il comfort acustico, grazie alle proprietà fonoassorbenti del muschio.

Un ambiente più sano è un ambiente più inclusivo, capace di rigenerare le energie mentali di ogni studente e docente.

Pedane accessibili

Il Dipartimento ha completato l’allestimento di apposite pedane accessibili progettate per eliminare il dislivello tra l’aula e la cattedra. Questo intervento è stato realizzato per garantire a docenti e studenti con mobilità ridotta la piena fruizione degli spazi didattici, assicurando a chiunque la possibilità di accedere alla postazione del relatore in totale autonomia e sicurezza. Un ulteriore passo avanti per un’università che non lascia indietro nessuno.

Strategies for Inclusive Classrooms con la Prof.ssa Avakova

Erika Avakova e Daniele Artoni presentano l'incontro

Si è concluso mercoledì 6 maggio il doppio appuntamento dedicato all’inclusione e all’accessibilità nella didattica delle lingue straniere guidato dalla Prof.ssa Erika Avakova, visiting scholar della Brusov State University di Yerevan.

L’evento, dal titolo “Universal Design for Learning (UDL) in Teaching Foreign Languages: “, ha unito riflessione teorica e laboratori pratici, coinvolgendo direttamente studentesse e studenti nella progettazione di attività didattiche basate sui principi dell’UDL.

I temi chiave dell’incontro

  • Progettazione flessibile e accessibile: È stato approfondito come il framework dell’Universal Design for Learning consenta di sviluppare percorsi formativi inclusivi fin dalla fase iniziale, abbattendo le barriere all’apprendimento e valorizzando la diversità di ciascun partecipante.

  • Tecnologie assistive e autonomia: L’analisi si è focalizzata sull’impiego dei software digitali e delle tecnologie assistive, strumenti fondamentali per garantire un accesso equo ai contenuti linguistici e potenziare l’autonomia nello studio.