Autore: martina

Panchine per l’incontro

L’inclusione non passa solo attraverso la tecnologia, ma soprattutto attraverso il contatto umano. Per questo, nell’ambito del Progetto Inclusive Humanities, abbiamo installato nuove panchine lungo i corridoi del Dipartimento, precedentemente sgombri da piani di seduta o d’appoggio.

L’allestimento delle nuove panchine risponde all’esigenza di creare “zone di decompressione” e socialità diffusa.

Recenti studi sulla pedagogia degli spazi suggeriscono che l’apprendimento informale — quello che avviene tra una lezione e l’altra — è fondamentale per la crescita accademica. Queste sedute sono state posizionate per facilitare:

  • L’interscambio tra pari: luoghi di studio e confronto rapido.
  • L’inclusione relazionale: spazi aperti che invitano alla sosta e al dialogo spontaneo.
  • L’accessibilità del riposo: punti di appoggio necessari per chi vive l’università quotidianamente.

Non sono semplici sedute, ma veri e propri nodi di interscambio: spazi pensati per favorire l’incontro informale tra studenti, il confronto di idee e la nascita di nuove collaborazioni. Crediamo che l’università debba essere un luogo dove “fermarsi” sia importante quanto “correre” a lezione, abbattendo l’isolamento e promuovendo una comunità accogliente e partecipativa.

Benessere biofilico

Abbiamo installato nelle nostre sedi pareti in muschio stabilizzato, una scelta supportata da recenti studi scientifici che evidenziano i benefici di elementi naturali negli ambienti di apprendimento.

La ricerca internazionale dimostra infatti che l’integrazione di questi elementi (biophilic design) negli spazi di lavoro e studio:

  • Riduce i livelli di stress e ansia percepita.
  • Aumenta la capacità di concentrazione e la memoria a lungo termine.
  • Migliora il comfort acustico, grazie alle proprietà fonoassorbenti del muschio.

Un ambiente più sano è un ambiente più inclusivo, capace di rigenerare le energie mentali di ogni studente e docente.

Pedane accessibili

Il Dipartimento ha completato l’allestimento di apposite pedane accessibili progettate per eliminare il dislivello tra l’aula e la cattedra. Questo intervento è stato realizzato per garantire a docenti e studenti con mobilità ridotta la piena fruizione degli spazi didattici, assicurando a chiunque la possibilità di accedere alla postazione del relatore in totale autonomia e sicurezza. Un ulteriore passo avanti per un’università che non lascia indietro nessuno.

Online il ventiquattresimo episodio di Inclusioni

Che cosa succede quando l’intelligenza artificiale incontra gli studi umanistici? Nasce la Digital Arena for Inclusive Humanities (DAIH), il Centro di ricerca dell’Università di Verona che lavora per rendere il sapere più accessibile, inclusivo e aperto.

Nel 24esimo episodio di Inclusioni, il nostro podcast che parla di inclusione e accessibilità, entriamo nel cuore delle attività del DAIH: dall’AI applicata al linguaggio all’analisi dei bias nei modelli, dalle edizioni digitali inclusive alle tecnologie che migliorano la fruizione dei contenuti. Un confronto su tecnologia, etica e società, per capire non solo cosa può fare l’AI, ma come possiamo usarla in modo responsabile e consapevole.

Ne parleremo con Marco Rospocher, docente di Informatica presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona e Direttore della Digital Arena for Inclusive Humanities. A intervistarlo sarà Anna Cappellotto, docente di Filologia e Linguistica Germanica, specializzata nella filologia digitale.

Buon ascolto!

Online il ventitreesimo episodio di Inclusioni

In occasione della Giornata Internazionale della Lingua Madre indetta dall’UNESCO, che si celebra il 21 febbraio di ogni anno, è online un nuovo episodio di Inclusioni interamente dedicato alla lingua catalana, una delle lingue minoritarie valorizzate in questo contesto.

Parlato da oltre nove milioni di persone, il catalano non è solo un mezzo di comunicazione: la lingua catalana è un ponte tra passato e futuro, un ecosistema culturale unico che sfida le logiche della globalizzazione. Dalle strade di Barcellona alle valli di Andorra, fino alle coste di Alghero in Italia, scopriremo perché il catalano è una lingua che viene offerta ogni anno anche nel nostro dipartimento di lingue e letterature straniere.

Ne parliamo proprio con Lídia Carol Geronès, dal 2009 docente a contratto presso l’Università degli Studi di Verona, dove insegna lingua e cultura catalana. Conduce l’intervista Federica Zoppi, docente di letteratura spagnola presso il nostro dipartimento.

Buon ascolto!

Laboratorio di avviamento alla Lingua dei Segni Italiana 2026

Sono aperte le iscrizioni al Laboratorio di avviamento alla LIS – Lingua dei Segni Italiana (3 CFU D), realizzato dal Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Verona nell’ambito del Progetto di Eccellenza “Inclusive Humanities: prospettive di sviluppo nella ricerca e nella didattica delle lingue e letterature straniere”.
Il laboratorio offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire conoscenze di base sulle tematiche relative all’interazione e alla comunicazione con le persone sorde, con particolare attenzione agli aspetti linguistici, sociali e culturali. È previsto il riconoscimento di 3 CFU (tip. D) per tutti i CdS triennali e magistrali dell’area di Lingue.
Le conoscenze acquisite potranno essere utilizzate nell’ambito della formazione universitaria, ma anche, in prospettiva, nei diversi contesti lavorativi, promuovendo i processi d’inclusione.
Le iscrizioni sono aperte fino a mercoledì 25 febbraio alle ore 13.
Maggiori informazioni e modalità di iscrizione al link: https://www.dlls.univr.it/?ent=iniziativa&id=14630